Hanno detto di Lessico Interculturale


Fucsia Fitzerald Nissoli (deputata) : Uno dei maggiori pregi di questo volume risiede nell’approccio multidisciplinare che permette di cogliere le mille sfaccettature di un fenomeno ricco e complesso. Basta partire dall’analisi dell’indice del libro per capire il respiro e l’ottica che hanno mosso la curatrice a scegliere lemmi ed espressioni da commentare. Non si tratta di una visione univoca e piatta del fenomeno dell’immigrazione perché, al contrario, si affrontano temi che partono dal concreto, dallo spazio fisico, fino a comprendere aspetti legati alla psicologia delle persone, alle loro aspirazioni e ai loro diritti, culturali e umani. Vengono  però anche sottolineati, oltre alla  negazione dei diritti, i fraintendimenti, le intolleranze e le discriminazioni. Si coglie inoltre – ha proseguito la deputata – forte attenzione alla persona che sta dietro l’idea di migrante e si sottolinea il ruolo dell’empatia, il processo che ci lega all’altro. Moltissimi sono i lemmi che aprono al dialogo, alla condivisione, alla concertazione dimostrando che l’immigrazione non è solo un fenomeno sociale  che va governato politicamente, quanto piuttosto l’espressione di una convivenza che può essere feconda sia per la società ospitante, che per gli immigrati che si spera possano diventare velocemente nuovi cittadini e non solo ospiti che portano braccia. 

Edoardo Patriarca (deputato) “Questo è un libro che bisogna sempre portarsi dietro; è uno strumento molto utile. E sarebbe utile anche per la buona politica, per il lessico che si dovrebbe utilizzare alla Camera, non solo per quello interculturale”.

S. E. Hassan Abouyoub (ambasciatore del Marocco) “Un lavoro geniale perché ci ricorda che siamo tutti un prodotto dell’interculturalitàAbbiamo il compito di promuovere questa visione del mondo".

Valerio Di Porto (comunità ebraica di Pisa) "Un volume corale ed orchestrato benissimo”. “Questo volume fa comprendere a pieno l’importanza dell’uso delle parole e anche la loro duttilità, come le parole passino da un ambito all’altro. Il libro ha quindi anche un intento educativo, esplicitato anche nella quarta di copertina, al buon uso delle parole”.

Gioia Di Cristofaro Longo (Presidente della Libera Università dei Diritti umani), "Questo lavoro dà un rigore semantico alle parole usate e abusate. Noi oggi siamo di fronte al fenomeno dell’abuso delle parole perché molte parole fanno parte del nostro lessico quotidiano ma non c’è rigore nel loro utilizzo. In questo volume vi è lo sforzo di andare a recuperare una distinzione semantica delle parole”.

Chiara Ferrero (Interreligious Studies Academy) "Credo che questo libro rappresenti un’occasione per un confronto vero basato sui contenuti e per evitare gli slogan. Avendo unito esperti di tutti gli ambiti che si interessano al dialogo interculturale l’orizzonte si è finalmente ampliato”.

Adnane Mokrani (Centro interconfessionale per la Pace) uno strumento “necessario per chi lavora nel campo del dialogo interculturale e religioso...Le parole hanno una memoria, una storia e delle radici e questo libro potrebbe aiutare molto chi opera nel campo della mediazione ad essere cosciente delle sfumature che contano e che creano differenza. Questo può essere uno strumento educativo e pedagogico”.

Giampiero Falletta (UNARUfficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio) Questo libro è importante perché le maggiori discriminazione avvengono proprio per effetto di un utilizzo improprio del linguaggio